11 Dicembre 2021

OTO- Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza

Dir. Alex Betto

Suonano: Carl Maria von Weber “Der Freischütz”op.77

Richard Strauss ” Il borghese gentiluomo”

Franz Schubert  Sinfonia n.9 D 944 ” La Grande”

Fondata nel 1990, è stata protagonista di centinaia di concerti in Italia e all’estero collaborando con solisti e direttori di fama internazionale. Dal 2014 la OTO ha intrapreso un percorso di radicale rinnovamento, ideato da Piergiorgio Meneghini, che ha trasformato l’orchestra in una “bottega musicale” all’interno della quale una cinquantina di maestri d’orchestra – selezionati fra centinaia di “under 30” diplomati nei Conservatori di tutta Italia – hanno la possibilità di seguire un percorso di alto perfezionamento sotto la guida di docenti-formatori di provata esperienza. Lo scopo del progetto, unico nel Veneto e fra i pochi in Italia, è duplice: offrire ai giovani musicisti della OTO un’esperienza formativa e professionale di alto spessore e nel contempo presentare al pubblico stagioni sinfoniche arricchite dalla presenza di rinomati solisti e direttori ospiti. In primavera l’orchestra tiene un’apprezzata serie di concerti da camera a Palazzo Chiericati di Vicenza in varie formazioni di archi, fiati e percussioni.

Con la supervisione del direttore principale Alexander Lonquich, ogni concerto viene preparato attraverso intense giornate di lavoro a Villa San Fermo di Lonigo dove, in una sorta di “ritiro artistico”, direttore, orchestrali, solisti e tutor lavorano fianco a fianco condividendo anche occasioni di svago e di conoscenza personale.

Alcuni tutor che seguono la OTO nel lavoro di preparazione, si esibiscono anche in concerto, come Prime parti, a fianco dei loro più giovani colleghi.

Nelle ultime stagioni la OTO ha collaborato con i violinisti Salvatore Accardo, Alexander Janiczek, Carolin Widmann, Ilya Gringolts e Gregory Ahss, con il violoncellista Enrico Bronzi, con i pianisti Pietro De Maria e Andrea Lucchesini e con i direttori Umberto Benedetti Michelangeli, Enrico Onofri, Gábor Takács -Nagy, Andrea Marcon e Federico Maria Sardelli.